Avevo capito che rinunciare a se stessi, non amarsi è come sbagliare a chiudere il primo bottone della camicia. Tutti gli altri poi sono sbagliati di conseguenza. Amarsi è l'unica certezza per riuscire ad amare davvero gli altri.
Fabio Volo dal libro "È una vita che ti aspetto"




venerdì 12 luglio 2019

Vabbè...

Il mio Papà mi manca. Mi manca quel suo "vabbè". Mi mancano i suoi guai, il suo essere semplice e buono con tutti. Non l'ho sempre capito, il mio Papà. Però gli ho voluto bene. Gli ho voluto bene quando giaceva nel letto, facendoci credere di non sapere che non ce l'averebbe fatta. Gli ho voluto bene quando, sconsolato, sentiva che la vita e le forze lo abbandonavano. Ma non si arrendeva. Il mio Papà era un leone, ha combattuto fino alla fine. Ha sperato, contro ogni evidenza, di farcela. Si è rimesso in piedi, quando lo davano per spacciato. Ci ha regalato la possibilità di stargli vicino, sapendo, fino alla fine. Un regalo prezioso. Il mio Papà mi manca. E così sarà per sempre. Il mio Papà è andato via, mentre gli parlavo. Mentre gli tenevo la mano e gli dicevo che poteva andare, che è stato un bravo Papà. Il mio Papà mi ha regalato la sua ultima lacrima ed è andato via. Nel per sempre. Dove ci si aspetta senza vedersi.