Avevo capito che rinunciare a se stessi, non amarsi è come sbagliare a chiudere il primo bottone della camicia. Tutti gli altri poi sono sbagliati di conseguenza. Amarsi è l'unica certezza per riuscire ad amare davvero gli altri.
Fabio Volo dal libro "È una vita che ti aspetto"




mercoledì 1 maggio 2024

 Una parte che non c'è più. Svegliarsi con questo pensiero. Ormai è più di un anno che non sei con me. Non ti ho intorno. Non ti coccolo e respiro i tuoi sospiri. Quei sospironi che mi mettevano in pace con l'universo. Apro il frigo, la porta. Guardo ai piedi della tavola apparecchiata. Aspetto di vederti arrivare se mi cade un biscotto. Tracce di te ovunque. Anche sul mio comodino. Ricordi. Assenze. Gioie. Jasper, amore mio, usciamo. Tu, sempre con me. Come è difficile spiegare. La parte migliore di me è morta. Non più parole tenere, coccole arruffate. Per me eri il tutto. Compagno di vita. Non facevi niente ma rappresentavi tutto. Mi manchi sempre piccoletto. Non ne parlo. Avrei cosi bisogno di prenderti in braccio, di sentire il ritmo del tuo respiro, il tuo calore. Aspettami piccolo meraviglioso Jasper, anche se piove, usciamo


martedì 15 febbraio 2022

Biglietto lasciato prima di non andar via

Se non dovessi tornare,

sappiate che non sono mai

partito.             

         

Il mio viaggiare


è stato tutto un restare


qua, dove non fui mai.


G. Caproni

mercoledì 24 novembre 2021

Quarzo tempo

 L'altro giorno, stavo riflettendo. Pesavo gioie e dolori. La contabilità della vita. Mi sono sorpresa nel ricordare solo i dolori. Capita anche a voi? Non sono riuscita a riacchiappare una gioia. I dolori mi sono tornati subito alla mente, come i grani di un rosario. Li potevo annusare. Ogni singolo dolore. Che strana la vita. Forse non mi sono mai concentrata ad assaporare la gioia. Non l'ho "fermata" nelle mie cellule.

Perchè vi dico questo? Perchè, come sempre, riflettere ad alta voce mi fa bene. Vorrei esprimere molto ma, piano piano (forse nemmeno troppo lentamente) sto smettendo di condividere. Mi osservo da fuori e non so cosa pensare. Quell'oblio che tanto anelo, prima o poi, arriverà. Questa consapevolezza mi fa vivere bene. Aspettare. Vi sembro una sfigata? Ci sta. Però Io mi sento, stranamente, così serena.

Concludo dicendo che vi voglio bene. Ma non quel bene che evapora. Quel bene che sento di potervi donare, perchè è la parte buona, davvero di me. La parte cattiva, spesso, l'ho tenuta solo per me o l'ho dispensata a troppe piccole dosi.

La vita scorre. Corre. E Io? Io scorro con lei. Come fiume.  


Buon 2021 attendendo il 2022 - Che il potere del quarzo rosa sia con il Vostro cuore

mercoledì 1 settembre 2021

 Ciao Anime belle.

Siamo tutti un po' provati, chi più chi meno. Spero che molti di voi abbiano colto il buono che c'è stato: più tempo per noi stessi, la riscoperta degli affetti veri, il gusto di prendersi piccole libertà... come mi piace ripetere e ripetermi, non tutto è da buttare. Se il dolore non ci ha insegnato niente, l'abbiamo sprecato.

Abbiate cura di voi. Coccolate il vostro sistema immunitario. Vitamina C, rosa canina, ribes nigrum. Ripulite l'organismo dalle tossine introdotte. Zeolite, Galium Hell, fermenti lattici, clorella... Bevete molta acqua. Fate movimento all'aria aperta. Vitamina D.

Consultate un esperto di fitoterapia, un naturopata, un medico omeopata e fatevi consigliare, ad personam.

Dopo queste brevi note, vi saluto.

Nella mia vita ci sono stati grandi cambiamenti. Ho esplorato nuovi territori. Ho dovuto seppellire una persona per ritrovarne una completamente nuova nella forma ma non nella sostanza. Mi sono adattata al cambiamento, allo scorrere della vita. Sono stata roccia e piuma. Nido. Tempesta. Ne sono uscita. Molto cambiata anche io.

Strana la vita! Quella vita che, per troppo tempo, ha smesso di interessarmi. Quella vita che avrei voluto non ritrovare ad ogni risveglio. Ora ho ripreso a respirare. A godere di piccole cose. Corsi e ricorsi... davvero!

Mi sono iscritta ad una scuola di pranoterapia. Ho conosciuto persone eccezionali. Di questo e di altri mondi. Persone piene nel vuoto. Sorrisi, abbracci, energia. Amo tutto questo.

Sono sempre la solita pragmatica, irriverente, testona. 

Luciano. Luciana. Lux

Seguire le emozioni non è mai sbagliato. Ricordatevelo ogni giorno. Sempre. A dispetto di tutto.

Vi voglio bene. Buon Autunno



sabato 17 luglio 2021

Forse, sto tornando

 Prospettiva


Si sono incrociati come estranei,

senza un gesto o una parola,

lei diretta al negozio,

lui alla sua auto.


Forse smarriti

O distratti

O immemori

Di essersi, per un breve attimo,

amati per sempre.


D'altronde nessuna garanzia

Che fossero loro.

Sì, forse, da lontano,

ma da vicino niente affatto.


Li ho visti dalla finestra

E chi guarda dall'alto

Sbaglia più facilmente.


Lei è sparita dietro la porta a vetri,

lui si è messo al volante

ed è partito in fretta.

Cioè, come se nulla fosse accaduto,

anche se è accaduto.


E io, solo per un istante

Certa di quel che ho visto,

cerco di persuadere voi, lettori,

con brevi versi occasionali

quanto triste è stato


W. S

martedì 2 giugno 2020

Tranquilli! Stavolta non è morto nessuno. Avevo solo voglia di stare un po’ con voi. Passano gli anni ma questo blog resta il mio approdo sicuro, la mia casa, la mia creatura. Non mi ha mai deluso o fatto sentire sola, inadeguata. Da sempre ho cercato il cambiamento. Ogni mia forza l’ho veicolata per fare in modo che servisse a cambiare qualcosa. Anche cambiamenti piccoli, impercettibili. Questa mattina mi sono svegliata cambiata. Non ci ho messo nessuna energia ma è successo. Non so spiegarmi in cosa esattamente consista questo cambiamento. Ieri sera ero stralunata. Giornata strana, nemmeno da dimenticare. E voi? Che giornate avete avuto? Che giornate vi aspettate ancora? Sognate estati, autunni, cieli stellati? Che bello sarebbe avere quello che ci si aspetta. Io mi aspetto oblio, dimenticanza. Voglio diventare parsimoniosa, donare poche energie. Imparare davvero, con la testa, a stare nel qui ed ora. E’ un bell’esercizio. Lo pratico da una vita ma, forse, la vita mi è venuta un po’ confusa. Ora mi viene da ridere. Ogni situazione ha qualcosa di comico. A volte anche di tragico. Ho scritto queste righe e mi sono rasserenata. Ho visto chiaramente quello che mi serviva vedere. Obiettivo massimo fino al prossimo sussulto : dimenticare. Possibilmente, rinnegare, annientare, proseguire. Riacquistare.

venerdì 12 luglio 2019

Vabbè...

Il mio Papà mi manca. Mi manca quel suo "vabbè". Mi mancano i suoi guai, il suo essere semplice e buono con tutti. Non l'ho sempre capito, il mio Papà. Però gli ho voluto bene. Gli ho voluto bene quando giaceva nel letto, facendoci credere di non sapere che non ce l'averebbe fatta. Gli ho voluto bene quando, sconsolato, sentiva che la vita e le forze lo abbandonavano. Ma non si arrendeva. Il mio Papà era un leone, ha combattuto fino alla fine. Ha sperato, contro ogni evidenza, di farcela. Si è rimesso in piedi, quando lo davano per spacciato. Ci ha regalato la possibilità di stargli vicino, sapendo, fino alla fine. Un regalo prezioso. Il mio Papà mi manca. E così sarà per sempre. Il mio Papà è andato via, mentre gli parlavo. Mentre gli tenevo la mano e gli dicevo che poteva andare, che è stato un bravo Papà. Il mio Papà mi ha regalato la sua ultima lacrima ed è andato via. Nel per sempre. Dove ci si aspetta senza vedersi.

lunedì 9 aprile 2018

Quando si va via dalla vita di una persona, bisognerebbe accertarsi di aver lasciato tutto in ordine, prima di chiuderci la porta alle spalle.
Bisognerebbe avere la stessa cura che abbiamo usato  nell'entrarvi.
E dunque, sarebbe buona cosa guardarla negli occhi e raccontarle di noi, di cosa non capiamo, di cosa ci chiama lontano da li.
Di cosa non troviamo più.
O semplicemente di cosa credevamo di aver trovato.
Dovremmo raccontarle di lei.
Di cosa abbiamo amato, di cosa è cambiato, di cosa non ha compreso di noi.
Dovremmo chiederle come sta, cosa pensa, quanto male fa.
Ecco, quanto male fa. 
Quanto male le stiamo causando .
E poi abbracciarla e farle sentire che il suo amore non è  stato sprecato, non è stato gettato via.
Quando ce ne andiamo dalla vita di una persona, dovremmo avere le mani pulite .
Dovremmo chiedere scusa, come quando il giorno che siamo entrati avremmo dovuto chiedere permesso. 
Avremmo dovuto, ho detto.

Paola Delton

lunedì 1 gennaio 2018

2018, nonostante tutto

Alla fine, questo 2017, non mi è dispiaciuto. Se mi guardo indietro, mi sembra che un carrarmato mi sia passato sopra. Mai un momento per tirare il fiato. Gli anni precedenti una fatica dopo l'altra. Eppure mi scopro a considerare che, dopotutto, non è stato il male che sembrava. Ogni cosa brutta mi ha portato qualcosa di buono. Ancora più ho imparato che non bisogna mai mollare. Che la disperazione ci serve per farci apprezzare i piccoli traguardi. Che tutto finisce ma niente finisce senza averci lasciato un insegnamento. Ho incontrato persone che hanno notevolmente migliorato la qualità della mia vita. Ho lasciato andare persone che tenevo solo nei ricordi. Ho rivalutato alcune cose che avevo lasciato ad agonizzare. Grazie 2017! Mi hai regalato il cambiamento. Mi hai fortificato. Sento di avere vinto. Per il 2018 non spero niente. Basta saper guardare e c'è tutto quello che ci serve. A chi ha letto fino in fondo, auguro di non mollare mai. Di non sentirsi solo. Di sapere che, sempre, c'è una soluzione. Siate flessibili. Siate gioiosi nei cuori. Siate gentili ed accoglienti. Ridete. Ridete sempre. Anche quando sarete i soli a farlo. Buona fine. Buon inizio ma, soprattutto, buona resistenza! 🎉❤️ come tutti gli anni, condivido con voi le mie riflessioni. Spero siano utili spunti per qualcuno o, semplicemente, qualcosa da leggere e dimenticare. Vi voglio bene. Anche da qui

giovedì 16 novembre 2017

Speng i llait

Come cambia la prospettiva. Stanca e leggermente scoglionata "scendo" il cane. Arrivo sotto ad un lampione, un lampione in una fila di tanti altri lampioni uguali, accesi. E, proprio appena mi ci fermo sotto, tac, si spegne. Incredula guardo in alto, già con la smorfia di disappunto pronta. Alzo la testa e vedo le stelle. Sorrido. Un segno. Il buio o, meglio, la temporanea assenza di luce, serve a farci vedere meglio le stelle. In tutto il loro splendore. Grazie universo. Sai sempre come rispondere alle mie domande

mercoledì 1 novembre 2017

"Quando perdi..."

L'arte di perdere non è difficile da imparare;

così tante cose sembrano pervase dall'intenzione

di essere perdute, che la loro perdita non è un disastro.

Perdi qualcosa ogni giorno. Accetta il turbamento

delle chiavi perdute, dell'ora sprecata.

L'arte di perdere non è difficile da imparare.

Poi pratica lo smarrimento sempre più, perdi in fretta:

luoghi, e nomi, e destinazioni verso cui volevi viaggiare.

Nessuna di queste cose causerà disastri.

Ho perduto l'orologio di mia madre.

E guarda! L'ultima, o la penultima, delle mie tre amate case.

L'arte di perdere non è difficile da imparare.

Ho perso due città, proprio graziose.

E, ancor di più, ho perso alcuni dei reami che possedevo, due fiumi, un continente.

Mi mancano, ma non è stato un disastro.

Ho perso persino te (la voce scherzosa, un gesto che ho amato). Questa è la prova. È evidente,

l'arte di perdere non è difficile da imparare,

benché possa sembrare un vero (scrivilo! ) disastro.


Elizabeth Bishop

domenica 17 settembre 2017

Poesie, per non dimenticare e per non smettere di cercare

Non ho smesso di pensarti,
vorrei tanto dirtelo.
Vorrei scriverti che mi piacerebbe tornare,
che mi manchi
e che ti penso.
Ma non ti cerco.
Non ti scrivo neppure ciao.
Non so come stai.
E mi manca saperlo.
Hai progetti?
Hai sorriso oggi?
Cos’hai sognato?
Esci?
Dove vai?
Hai dei sogni?
Hai mangiato?
Mi piacerebbe riuscire a cercarti.
Ma non ne ho la forza.
E neanche tu ne hai.
Ed allora restiamo ad aspettarci invano.
E pensiamoci.
E ricordami.
E ricordati che ti penso,
che non lo sai ma ti vivo ogni giorno,
che scrivo di te.
E ricordati che cercare e pensare son due cose diverse.
Ed io ti penso
ma non ti cerco.

Charles Bukowski


martedì 31 gennaio 2017

Il vestito più bello

Ci ho messo tanto, prima di decidere se pubblicare questo mio scritto. Credo sia arrivato il momento di condividerlo. Le cose che si liberano nell'aria diventano leggere. Grazie a chi cercherà di capire, senza giudicare. Vi voglio bene. 
"Brrr...che freddo in questa stanza. E questo odore? Ti si appiccica addosso come fosse melassa di muffa e trementina. Mi manca l’aria. Fiori...Fiori ovunque. Acqua giallognola in vasi improponibili.
Sono seduta in terra, la testa fra le mani, le gambe incrociate. Ho un foulard in mano. Sintetico. Un colore anonimo, che passa inosservato e sta bene su tutto. Era tuo, mamma. E’ come sei tu.
Davanti al tuo armadio aperto sono in imbarazzo. Sono frustrata. Non sei mai stata bella. Mi vergognavo di te, a scuola. Guardavo le altre mamme, truccate, colorate come ciliege mature in un cesto. Sempre con qualcosa da dire, con un gesto da dare, un sorriso, un bacio. Tu non avevi niente per me. Niente per nessuno. Nemmeno per te stessa. Sempre con quel cappotto grigio. Quei mocassini consumati. Il grembiule sporco di sugo sopra maglioncini raccattati chissà dove.
Facevi la sarta. Dalle tue mani uscivano vestiti preziosi, leggeri e colorati come farfalle. Quando li vedevi indossare, alle signore benestanti che te li commissionavano, ti brillavano gli occhi. Sparivano d’incanto le rughe dalla fronte. La bocca di mandorla amara si schiudeva in quello che sembrava un tremulo sorriso. Non c’era più traccia delle notte passate in cucina, rannicchiata sulla sedia vicino al frigor con l’ago in mano e il metro da sarta attorno al collo.
Come ti odiavo!
Sono scappata via da te molto presto. Avevo paura che la tua tristezza mi si incollasse addosso, come l’etichetta di una tintoria. Mi ripetevo che volevo essere diversa. E ora sono qui. In questa casa che, per anni, ho voluto dimenticare. Di fronte al tuo armadio aperto. Tu sei sdraiata, immobile. Stranamente ferma. Hai gli occhi chiusi.
Devo pernsare a cosa metterti, a come vestirti. Cosa ti metteresti tu? Qualcosa di sobrio, sicuramente. Guarda...questo è il vestito a fiori che ti aveva regalato papà prima di lasciarti. Prima di scappare con tua sorella. Lo odiavi... no...non papà...il vestito! Troppo sgargiante, troppo da puttana. Qualche volta, di nascosto, lo indossavi davanti allo specchio. Ti carezzavi i fianchi, guardavi la scollatura, tiravi indentro la pancia. Qualche passo di danza, baci al vuoto. Poi lo riponevi vinta e sfiduciata. Era troppo per te. Ancora oggi non ti sentiresti a tuo agio. Ecco...voglio metterti questo. Ti ricordi mamma? Una signora non aveva più voluto ritirare, adducendo un banale e sprezzante pretesto, il vestito che ti aveva ordinato. Con quei soldi avresti dovuto comprarti le scarpe nuove. Per la prima volta ti ho vista piangere e maledire tutto. Mi sono nascosta perchè non sapevo cosa fare. Avrei voluto abbracciarti, stringerti forte e dirti che non era grave, che le scarpe te le avrei comprate io. Non un paio ma dieci. Di tutti i colori e modelli. Ti avrei voluto far sorridere. E, invece, niente. Sono rimasta immobile ad annusare il tuo dolore. Il mio fallimento come figlia.
Oggi, mamma, le scarpe te le ho portate. Rosse, col tacco. Le più belle che ho trovato. Dove andrai devi fare girare le anime quando cammini. Ecco... profuma di buono. Ti starà benissimo questo vestito da sera, da diva,  con le scarpe rosse. La tua cliente non saprà mai cosa si è persa. Nè io e nemmeno tu lo sapremo mai.
Non c’è più tempo. Mamma, sei bellissima! Un bacio, prima di andare

Luciana Ferri - non copiatelo senza citarmi come autrice- grazie 

giovedì 17 novembre 2016

Divagando.... non si vive di sole piante

Ciao a tutti. Oggi vi voglio segnalare questo articolo "modaiolo", scritto da una persona a me molto cara. Dategli un occhio. http://www.b2corporate.com/aiuto-non-ho-niente-da-mettere/

sabato 10 settembre 2016


. . . "Onora i tuoi piedi. Offri loro scarpe che li facciano respirare. Curali appena possibile. Dai loro aria, tuffali nell'acqua viva. Essi portano tutto il peso e non hanno momenti di requie, come invece le mani. Le mani le puoi sempre mettere in tasca, i piedi no. Ma in essi si cela la più grande delle magie del viaggiare: l'andatura." 
Paolo Rumiz - La Repubblica.

martedì 26 luglio 2016

Mi sei passato. E non mi dispiace per come eri tu. Ma per come ero io

Lux
Ciao a tutti. Per un lungo periodo non fornirò più nessun tipo di consulenza qui nel blog. Mi spiace ma devo dedicarmi al mio studio e al lavoro in erboristeria,  che è molto aumentato. Se volete un appuntamento, mandatemi una mail luciana.ferri@icloud.com.
 usate la mail solo per richiedere appuntamenti e non consulenze varie, che non fornirò.
Grazie a tutti. 

domenica 29 maggio 2016

Qualcosa qui non accade
come dovrebbe.
Qui c’era qualcuno, c’era
poi d’un tratto è scomparso
e si ostina a non esserci.

W. Szymborska

mercoledì 25 maggio 2016

Estate: difendiamo i nostri occhi

Chi sono: mi chiamo Luciana Ferri, ho 47 anni. Nella vita ho scelto di fare la Naturopata e la riflessologa plantare (discipline che adoro)

Lavoro in un’erboristeria a Campi Bisenzio (FI) ed ho il mio studio a Sesto Fiorentino


Oggi in edicola è uscito un articolo, sul n. 20 del mensile Bio magazine , firmato dalla giornalista Paola Rinaldi, che parla di come difendere gli occhi in estate. Troverete anche i miei consigli che, in questo post, vi fornisco in maniera più estesa. Buona lettura!

 

 

Occhi ed estate

 

La protezione dei nostri occhi è sempre di vitale importanza ma, d’estate, occorre prestare maggiore attenzione a questi preziosi organi, specchio dell’anima, per fare in modo di salvaguardare salute e bellezza.

Ovviamente una prevenzione efficace andrebbe cominciata già da ore, quando aumenta in termine di quantità ed intensitàl’esposizione alla luce solare. In genere un paio di mesi sarebbe l’ideale, fino alla fine di agosto. 

Naturale non è sinonimo di “privo di rischio”, ci tengo a sottolinearlo, quindi chi ha patologie importanti e assume farmaci in maniera ricorrente deve necessariamente avvisare il proprio medico prima di assumere qualsiasi integratore. Buona norma sarebbe sempre comunicare all’erborista o al farmacista che ci vende l’integratore se si assumono farmaci di qualsiasi tipo, per evitare qualsiasi interazione.

Chi assume farmaci dovrebbe ricordare che:

gli estrogeni riducono nel nostro organismo le vitamine A, B6, B9 e C (la A e la C sono utili per la protezione oculare in estate, e non solo)

l’aspirina fa disperdere all’organismo vit. C

il paracetamolo induce un sovrautilizzo di vit. E

 

Piccolo glossario:

vitamine utili per la protezione oculare:

vit A (retinolo) 

vit B2 (riboflavina)

vit C (acido ascorbico)

vit E (tocoferolo)

 

Detto questo, possiamo ritenerci fortunati. La natura offre molti rimedi per contrastare la nocività dell’eccessiva esposizione ai raggi solari.

 

ALIMENTAZIONE

Utilissimo curare la propria alimentazione. Via libera all’assunzione quotidiana di frutta e verdura colorata di giallo, arancione e rosso (carote, melone, pomodori...). Sulla nostra tavola non devono mancare cibi ricchi di omega 3: tonno, salmone, sardine.... Verdure a foglia verde. Mais ricco di zeaxantina e luteina, pomodori crudi o cotti, olio di oliva, cereali integrali, mirtilli. Via libera agli alimenti che contengono vitamina C (agrumi, fragole, kiwi...). Patate dolci, pistacchi e noci, bacche di Goji. Una bella insalatona mista ci permette di associare più fonti nutritive senza fatica e con gusto. Occorre puntare su cibi e bevande dall’alto potere antiossidante, come il te’ verde. Prendere ogni giorno del lievito di birra, fonte di vitamine del gruppo B è un toccasana per i nostri occhi.

 

INTEGRATORI

In erboristeria o farmacia si possono trovare prodotti che associano più principi attivi. Ormai ce ne sono molti. Generalmente sono in capsule. Per i dosaggi di qualsiasi integratore basta leggere le indicazioni riportate sulla confezione e chiedere al venditore.

Personalmente consiglio Integratori di vit. C, come l’acerola, utile anche in caso di cataratta. La vit C ha un alto potere antiossidante, in grado di prevenire fenomeni di ossidazione all’interno e all’esterno della cellula. Associare la vit. C ai bioflavonoidi ne potenzia l’efficacia.

Utilissimo utilizzare astaxantinaun carotenoide presente in natura, soprattutto nell’ambiente marino. E’ un pigmento prodotto da alcuni tipi di alghe. L’attività antiossidante dell’astaxantina può essere addirittira più potente di quella del beta-carotene e della vit E

Altro integratore funzionale al benessere oculare è la luteina che svolge un’azione protettiva dalla luce e dalle radiazioni luminose.

vitB2  

vit A – betacarotene. 

Vit E

Il glutatione, a livello oculare, ha una capacità difensiva nei confronti degli agenti antiossidanti, in particolar modo, delle radiazioni ultraviolette.

L’Acido alfa lipoico è un potente antiossidante.

OPC dal francese oligomère procyanidoliques. Sono sostante contenute nei semi di uva rossa e nella corteccia del pino

Oligoelementi di rame e zinco

Mirtillo nero, maqui

Se siamo in presenza di disturbi oculari di tipo infiammatorio, sicuramente si avrà sollievo assumendo per via orale l’olio di ribes nero in perle.

RIMEDI LOCALI

Dalla notte dei tempi gli impacchi di camomilla servono a decongestionare gli occhi. Si lascia in infusione un cucchiaino di fiori in una tazza di acqua bollente, meglio se oligominerale, per 5/10 minuti. Si filtra e si lascia raffreddare. Si imbevono delle garze sterili e si preparano due compresse da lasciare sugli occhi struccati per 10/15 minuti. Si può aggiungere qualche fiori di malva e di elicriso.

Un’altro ottimo rimedio sono le bustine di te’nero o verde usate. Si possono mettere due bustine di te’ in frigorifero e, una volta fredde, si possono usare come compresse direttamente sugli occhi.

Un’altro impacco che oltre che decongestionare, rassoda il contorno occhi, si ottiene mettendo in infusione le bustine di te’ verde in acqua di rose di buona qualità, ben fredda. Le compresse così ottenute si lasciano in posa una quindicina di minuti.

Un vecchio rimedio della nonna consiste nel grattuggiare una patata, priva di buccia, e metterla in una garza. Lasciare sugli occhi per una ventina di minuti. Serve anceh in caso di congiuntivite.

Dischetti di cotone imbevuti nel latte freddo e lasciati in posa per una ventina di minuti.

 

Per i più frettolosi basterà tagliare due rondelle di cetrioli, lavati, e porle sugli occhi per 15-20 minuti.

Altro rimedio d’emergenza consiste nel preparare cubetti di ghiaccio con un infuso di erbe decongestionanti, camomilla, eufrasia, fiordaliso e malva (anche non tutte) ed utilizzarli al bisogno. Una sferzata di fresco e tonicità!

 

Al posto delle creme solite, utilizzare olio di cocco o di mandorle, anche come struccanti, e olio di argan o rosa mosqueta per il contorno occhi, ottimi olii dal potere elasticizzante ed antirughe.

Se si vuole provare con i Fiori di Bach, un ottimo decongestionante in caso di irritazioni e congiuntivite, non solo in estate, è un collirio a base del fiore Beech

 

RICAPITOLANDO

BETACAROTENE, BIOFLAVONOIDI, ASTANXANTINA, LUTEINA, GLUTATIONE, OPC, VIT A-B2-C-E, 

 



giovedì 31 dicembre 2015

2016



"Meraviglia dello stare bene
quando le formiche mentali
non partoriscono altre formiche
e si sta leggeri come capre sulla rupe
della gioia."
(da: Le parole giovani di Mariangela Gualtieri)