Avevo capito che rinunciare a se stessi, non amarsi è come sbagliare a chiudere il primo bottone della camicia. Tutti gli altri poi sono sbagliati di conseguenza. Amarsi è l'unica certezza per riuscire ad amare davvero gli altri.
Fabio Volo dal libro "È una vita che ti aspetto"




sabato 4 ottobre 2014

Naturopata, Professionista della salute: cosa aspettarsi in un consulto


Vi propongo questo bell'articolo scritto da una collega, Manuela Palchetti, che stimo. Buona lettura.


Una figura professionale recente
Fino a qualche tempo fa quando mi presentavo come “naturopata” pochi sapevano davvero quale era il mio lavoro. Adesso le cose sono cambiate, molti conoscono la nostra attività, ma ci sono ancora molte incertezze o equivoci sul ruolo del naturopata e sento il bisogno di scrivere a proposito.

giovedì 2 ottobre 2014

La strada non presa




Due strade divergevano in un bosco d'autunno
e dispiaciuto di non poterle percorrerle entrambe,
essendo un solo viaggiatore, a lungo indugiai
fissandone una, più lontano che potevo
fin dove si perdeva tra i cespugli.

lunedì 22 settembre 2014

La riflessologia agisce davvero sul cuore e le sue funzionalità



Stimolare il punto riflesso del piede, che corrisponderebbe a quello del cuore, pare agisca davvero sul cuore e le sue funzioni secondo un nuovo studio. Questo fatto potrebbe dunque confermare quanto finora considerato soltanto una supposizione da parte di numerosi scienziati e scettici.


venerdì 25 luglio 2014

Non chiederti cosa un altro abbia più di te. Non odiare altre persone perché ti sembra che abbiano cose o qualità che tu non possiedi. Domandati cosa manca a te, cosa gli altri non trovano in te. Parti da questo presupposto. Lavora su te stesso per essere una persona completa. Lascia che ognuno vada dove e da chi vuole. Sii punto di partenza e di ritorno per te. Solo così smetterai di porti le domande sbagliate. Solo così non avrai più paura di perdere e di perderti

domenica 29 giugno 2014

Dolomiti

Nuoto, controcorrente, verso una delle sorgenti del mio dolore.

Faccio bracciate ampie che lambiscono la riga discontinua della carreggiata.


lunedì 23 giugno 2014

Nella moltitudine

Sono quella che sono.
Un caso inconcepibile
come ogni caso.
In fondo avrei potuto avere
altri antenati,
e così avrei preso il volo
da un altro nido,
così da sotto un altro tronco
sarei strisciata fuori in squame.
Nel guardaroba della natura
c’è un mucchio di costumi:
di ragno, gabbiano, topo campagnolo.
Ognuno calza subito a pennello
e docilmente è indossato
finché non si consuma.
Anch’io non ho scelto,
ma non mi lamento.
Potevo essere qualcuno
molto meno a parte.
Qualcuno d’un formicaio, banco, sciame ronzante,
una scheggia di paesaggio sbattuta dal vento.
Qualcuno molto meno fortunato,
allevato per farne una pelliccia,
per il pranzo della festa,
qualcosa che nuota sotto un vetrino.
Un albero conficcato nella terra,
 a cui si avvicina un incendio.
Un filo d’erba calpestato
dal corso di incomprensibili eventi.
Uno nato sotto una cattiva stella,
buona per altri.
E se nella gente destassi spavento,
o solo avversione,
o solo pietà?
Se al mondo fossi venuta
nella tribù sbagliata
e avessi tutte le strade precluse?
La sorte, finora,
mi è stata benigna.
 Poteva non essermi dato
Il ricordo dei momenti lieti.
 Poteva essermi tolta
L’inclinazione a confrontare.
 Potevo essere me stessa – ma senza stupore,
e ciò vorrebbe dire
qualcuno di totalmente diverso.

Wislawa Szymborska





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lunedì 16 giugno 2014

Oak

Procede come Dio, che non piange mai,
O come Lucifero, che non prega mai, 
O come il querceto, la cui grandezza
Ha bisogno dell'acqua e non la implora

Amalfuerte