Avevo capito che rinunciare a se stessi, non amarsi è come sbagliare a chiudere il primo bottone della camicia. Tutti gli altri poi sono sbagliati di conseguenza. Amarsi è l'unica certezza per riuscire ad amare davvero gli altri.
Fabio Volo dal libro "È una vita che ti aspetto"




mercoledì 22 dicembre 2010

HERPES ZOSTER (FUOCO DI SANT'ANTONIO)...un po' di notizie

L'Herpes Zoster, detto anche "Fuoco di Sant'Antonio", è causato dallo stesso virus responsabile della varicella, il Varicella-zoster virus.
Nella visione psicosomatica quando compare il Fuoco di Sant'Antonio significa che il soggetto      esprime  la volontà di  rimproverarsi qualcosa a proposito di una perdita o separazione, o un'infedeltà che lo fa sentire rifiutato, denigrato, sporco
Basta davvero poco perchè le inconfondibili e fastidiose vescicole dell'herpes si manifestino sulle labbra o sul volto: avere l'umore un po' a terra, esporsi al sole o alle lampade abbronzanti un po' piu' a lungo, oppure, per le donne, trovarsi nel periodo che precede le mestruazioni. Ma, al di la' di queste condizioni, l'herpes simplex e' comunque un disturbo molto frequente, in quanto a causare l'infezione e' un virus gia' "nascosto" all'interno dell'organismo e che passa al contrattacco ogni volta che gli e' possibile.

IL PUNTO DI PARTENZA
Il virus responsabile dell'herpes e' definito "neurotropo" ed "epidermotropo". Risiede infatti a livello dei gangli nervosi, dove rimane "inattivo" e nascosto.
Finchè si trova all'interno di tali strutture, sfugge alle difese naturali dell'organismo.
In corrispondenza di determinati eventi (una malattia per cui le difese dell'organismo sono inefficaci, un periodo di stress prolungato, l'eccessiva esposizione al sole o alle lampade abbronzanti, la somministrazione di farmaci che tendono ad abbassare le difese naturali), il virus si "riattiva" e, a partire dal ganglio in cui si trova, discende lungo la fibra nervosa, raggiunge l'area di pelle che tale fibra nervosa rende sensibile e proprio in questo punto da' origine alla comparsa delle vescicole.




Come si manifesta

Da bambini
Si tratta del virus "Herpes simplex di tipo 1" (o Hsv 1), un microrganismo che, dopo essere venuto a contatto con la persona una prima volta, e' destinato a ripresentarsi ancora nel corso della vita. La prima infezione si contrae generalmente durante l'infanzia, il piu' delle volte senza dare alcun segno di se'. Successivamente, si manifesta con la cosiddetta "febbre del labbro" (o herpes labiale), caratterizzata dalla comparsa di una serie di vescicolette pungenti e fastidiose.
Bocca e gola
In alcuni casi, invece, il primo contatto con il virus dell'herpes si manifesta:
- come una banale influenza,
- scatenando un'infiammazione delle gengive e della mucosa della bocca,
- provocando una tonsillite.
Pertanto, gli organi-bersaglio dell'infezione sono in genere:
- la bocca, che si arrossa e si ricopre di ulcere, cioe' di lesioni molto dolorose;
- le tonsille (la gola si arrossa e viene costellata da una serie di placche dolorose che rendono difficoltosa la deglutizione).
In genere, tali infezioni si risolvono da sole; tuttavia, la loro principale caratteristica consiste nel fatto che tendono quasi sempre a ripresentarsi, anche a distanza di molto tempo.
Nei momenti di debolezza
I possibili meccanismi in grado di facilitare il distacco del virus dell'herpes simplex dai gangli* nervosi nei quali si nasconde non sono ancora stati chiariti.
Nonostante ciò, e' comunque evidente il motivo per cui alcune situazioni possano favorire, in misura maggiore rispetto ad altre, la comparsa dell'infezione. Esistono infatti alcune circostanze che sono in grado di innescarla. Le principali sono:
- alcune malattie;
- lunghi periodi di stress intenso, non solo a livello mentale o psicologico, ma anche fisico;
- traumi violenti e ripetuti (come botte o cadute).
In queste condizioni, infatti, l'organismo si trova, anche se solo temporaneamente, sprovvisto di difese naturali pienamente efficienti.
Non solo: e' utile anche ricordare che un altro fattore in grado di risvegliare il virus dell'herpes e' costituito dall'eccessiva esposizione al sole o alle lampade abbronzanti, in quanto i raggi ultravioletti stimolano il sistema nervoso centrale.
Infine, per quanto riguarda le donne, l'herpes puo' manifestarsi piu' facilmente in concomitanza del ciclo mestruale, che puo' provocare alcune alterazioni ormonali in grado di favorire, seppure indirettamente, la comparsa del virus.
Le bollicine
Il risveglio del virus ha come effetto la comparsa dell'herpes labiale, preceduta pero' da alcuni sintomi localizzati al labbro, quali:
- sensazione di tensione,
- formicolii,
- alterazioni della sensibilita', che riguardano soprattutto il labbro inferiore.
Subito dopo, fioriscono alcune bollicine colme di un liquido limpido e trasparente, che si i raggruppano a grappolo sul bordo del labbro.
Queste vescicole, piccole come grani di miglio, sono in grado di provocare: prurito, bruciore.
Nel giro di poco tempo, si riempiono di pus, ed e' proprio in questa fase che l'infezione puo' essere facilmente trasmessa ad altre persone.
Dopo circa 5-7 giorni, le vescicole si rompono e al loro posto compaiono alcune crosticine di colore giallo-bruno: a questo punto, l'infezione non e' piu' contagiosa. Infine, le croste cadono da sole e senza lasciare cicatrici.

I due parenti nemici

Della stessa famiglia del virus responsabile dell'herpes simplex, fanno anche parte altri tipi di virus, che provocano infezioni caratterizzate anch'esse dalla presenza di vescicole. Ecco le principali.

Herpes simplex di tipo 2
Determina un'infezione localizzata a livello delle mucose dei genitali maschili e femminili. Il contagio avviene generalmente attraverso i rapporti sessuali.

Varicella Zoster
Durante l'infanzia, determina la varicella e, proprio come l'herpes simplex, rimane successivamente nascosto nell'organismo. Quando si riattiva, da' origine a un'infezione secondaria denominata "herpes Zoster", piu' nota com "fuoco di Sant'Antonio".
Si tratta dell'infiammazione di un nervo (in genere della schiena) che si manifesta, sulla pelle, con la comparsa di vescicole.


Terapia
Le pomate
L'herpes labiale guarisce da solo nella maggior parte dei casi; tuttavia, per facilitarne la guarigione, puo' essere utile ricorrere a specifiche pomate antivirali a base di aciclovir, che vanno stese sul labbro colpito dalla malattia.
Questo rimedio e' tanto piu' efficace quanto prima si iniziano le applicazioni.
Gli specialisti, infatti, consigliano di intervenire entro le prime 6-12 ore dalla comparsa delle vescicole.
Nei casi piu' seri, invece, e' necessario assumere l'acidovir per bocca, sottoforma di pastiglie, per 5-7 giorni circa. Questo provvedimento e' fondamentale specialmente per coloro le cui difese naturali sono particolarmente compromesse (come i malati di Aids o le persone sottoposte a pesanti cure antitumorali).

I rimedi della natura

Se si tende a soffrire di herpes, la fitoterapia consiglia di assumere:
- Rosa canina, tintura madre, 30 gocce, 1-2 volte al giorno;
- Echinacea, tintura madre, 30 gocce, 1-2 volte al giorno;
- Propoli, 30 gocce di tintura madre in un cucchiaio di miele.

Per ridurre i sintomi, si possono eseguire 2-4 volte al giorno toccature (con un po' di cotone avvolto in un bastoncino) a base di:
- Echinacea, tintura madre;
- Propoli, tintura madre,
da alternare a toccature a base di:
- Limone (il succo),
- Melissa (l'essenza).

Durante la notte, va applicato un leggero strato di Propoli in pomata.
Tra i rimedi omeopatici, sono efficaci:
- Kalmia alla 9 CH, se le vescicole appaiono anche sul volto. Dosi: 4 granuli fino alla comparsa delle crosticine.
- Mezereum alla 9 CH, se le vescicole danno bruciore. Dosi: 3-4 granuli, fino alla comparsa delle croste.

Dove si annida
Dopo che la persona guarisce dall'infezione, infatti, il virus dell'herpes non viene eliminato dall'organismo, ma si annida all'interno dei gangli* del sistema nervoso.
Si tratta di piccoli organi posti lungo il percorso dei nervi dove il virus rimane latente e del tutto inoffensivo (vedere anche la scheda).
Nel momento in cui si creano particolari situazioni, il virus abbandona i gangli all'interno dei quali era nascosto e si spinge fino alle loro estremita', dove diventa nuovamente pericoloso. I fattori in grado di "risvegliarlo" sono:
- la presenza di febbre,
- un'esposizione al sole troppo prolungata,
- l'arrivo del ciclo mestruale,
- lo stress,
- la presenza di una piccola ferita sul labbro (vedi disegno).
Come serpenti
Le vescicole dell'herpes si presentano in modo molto singolare, infatti tendono:
- a raggrupparsi tra loro come in un grappolo;
- a disporsi in modo da creare costellazioni dalla forma serpiginosa (la parola "herpes" deriva dal greco e significa "serpe"). Anche le singole vescicole possono avere un andamento serpiginoso.
Inoltre, appena compaiono, si presentano schiacciate al centro. (vedi disegno).


Trasmissione

Consigli
Per le ricadute
Non si puo' prevenire la comparsa dell'herpes simplex; tuttavia, se le infezioni ricorrono spesso, e' possibile seguire una cura a base di aciclovir per bocca, in modo da evitare le ricadute: dosi e tempi di somministrazione devono, in questo caso, essere consigliati dal medico. Se non si seguono le indicazioni dello specialista e, per esempio, si esagera con l'assunzione del medicinale, il virus potrebbe diventare insensibile all'azione del farmaco.
Inoltre, e' buona norma cercare di evitare tutti i fattori considerati "a rischio".
In particolare, è opportuno:
- evitare, per quanto possibile, di sottoporsi a stress fisici e psichici eccessivi;
- fare attenzione a possibili traumi alle labbra o al volto;
- arricchire la dieta di frutta e verdura che, grazie al loro elevato contenuto di vitamine, rafforzano le difese naturali dell'organismo;
- cospargere accuratamente il volto e le labbra con una crema a protezione totale ogni volta che ci si espone al sole (specie in alta montagna).
CONSIGLIATO: salviette personali, detergenti liquidi, pomate, frutta e verdura
SCONSIGLIATO: lampade Uva, sole, stress, traumi.
COME EVITARE IL CONTAGIO
Quando sono ricolme di pus, le vescicole dell'herpes simplex sono altamente contagiose. Il contagio avviene, tuttavia, solamente nei confronti di quelle persone che non sono mai state colpite dal virus responsabile. Tutte le altre possono stare tranquille, poichè il loro sistema di difesa naturale e' gia' in grado di "riconoscere" il virus responsabile.
E' comunque importante sapere quali sono le cose da evitare per impedire di contagiare amici e parenti che non sono stati ancora esposti al virus dell'herpes simplex.



ATTENZIONE:  Prima di intraprendere qualsiasi terapia rivolgersi sempre al medico.
L'idroterapia e l'applicazione di compresse fredde o bagni d'avena possono dare sollievo al dolore e al prurito oltre al tens che si aggiunge come complemento alla terapia con lo stesso scopo.

Omeopatia: Il trattamento va combinato associando 2 rimedi: uno scelto tra quelli per l' Herpes simplexi rimedi utilizzabili per affrontare il virus a livello familiare, in modo sintomatico, sono sostanzialmente quattro:

Rhus toxicodendron 7 CH: 3 granuli per 3-4 volte al giorno, riducendo l'assunzione secondo il miglioramento ottenuto: si usa quando la lesione compare con piccole vescicolette piene di liquido chiaro, estremamente pruriginose, che appoggiano su pelle arrossata; il prurito non passa grattando, e migliora col calore.

Ranunculus bulbosus 5 CH: stesso dosaggio di Rhus, le vescicolette sono piene invece di un liquido più scuro, bluastro o addirittura sanguigno. 

Mezereum 5CH: stesso dosaggio di Rhus, il contenuto delle vescicole è denso, giallastro, talora addirittura purulento; il prurito locale è sempre molto intenso. 

Cantharis 5 CH: dosaggio come Rhus, contenuto chiaro, in vescicolette che si sollevano da pelle che sembra assolutamente sana (come nelle scottature). 
Questi rimedi sono sempre molto efficaci, e se le caratteristiche delle lesioni sono molto ben definite, si può arrivare alla assunzione del rimedio in dose unica alla 200 CH o a dosi ancora più alte.


E l'altro scelto tra quelli indicati per la  Nevrite:

Magnesia phosphorica 7 CH: scosse dolorose folgoranti che iniziano e terminano bruscamente, spesso associate a crampi; migliora con il calore e la pressione locale. peggiora con il freddo.
Magnesia carbonica 7 CH: i dolori sono lungo i nervi, quindi sono dolori lunghi, meno improvvisi di quelli di Magnesia phosphorica. È spesso associato uno stato di debolezza generale.
Arsenicum album 5 CH: dolori brucianti e intensi che migliorano con il calore; il soggetto è molto ansioso e agitato. I dolori peggiorano soprattutto di notte tra l'una e le tre e, se sono riferiti alle braccia, migliorano tenendole sollevate dietro la testa.
Actaca racemosa 5 CH: dolori folgoranti sul collo e sulle prime vertebre della schiena, irradiati anche alle braccia, chinando la testa in avanti; il dolore peggiora durante le mestruazioni, di notte e con il freddo.
Chamomilla 7 CH: sensazione di dolori che tirano, lancinanti e spesso associati a torpore e a senso di paralisi locale. Il soggetto è molto irritabile, scontroso, e non sopporta niente e nessuno.
Aconitum 5 CH: dolore nevrotico insorto dopo aver preso freddo o essersi esposti al vento secco.
Questi rimedi saranno assunti nella misura di 3-4 granuli anche ogni 30 minuti in fase acuta, riducendo poi l'assunzione secondo il miglioramento ottenuto. 

Oligoelementi
In fase acuta si consiglia l'utilizzo di Zolfo e di Rame-Oro-Argento, presi a distanza di 12 ore uno dall'altro per qualche giorno; immediatamente dopo si mantiene comunque l'assunzione di una dose al giorno di Pidioni di Rame-Oro-Argento e si associa, soprattutto per prevenire o curare disturbi nevritici, l'assunzione quotidiana di 2 misurini di una miscela di oxiprolinati di Manganese 10 ml, Litio 10 ml, Magnesio 20 ml, Cobalto 10 ml e Pidobase 10 ml.

Vitaminoterapia e integrazione alimentare: Anche questo è il regno della Vitamina B e del Lievito di birra

Herpes oftalmico: Quando l'Herpes prende l'occhio, è assolutamente indispensabile consultare l'oculista, ma nel frattempo si useranno Euphrasia D3 in collirio, mettendone due gocce nell'occhio ogni mezz'ora, e Apis mellifica 5 CH, prendendone 3 granuli anche ogni 20 minuti per ridurre il gonfiore e il rossore dell' occhio.

Molte persone hanno tratto giovamento da cure alternative come l’agopuntura o la stimolazione elettrica dei nervi.


SPINIFEX contro il dolore dell'herpes zoster

Chiunque sia stato affetto da herpes zoster, meglio conosciuto come "fuoco di sant'antonio", sa quanto sia doloroso. Tale affezione è caratterizzata da un'eruzione unilaterale di vescicole simili a quelle dell'herpes simplex, disposte a grappoli sul percorso dei nervi sensitivi, accompagnate da intenso dolore. L'herpes zoster è causato dallo stesso virus della varicella che si annida nell'organismo anche a guarigione avvenuta, dopo aver contratto la varicella vera e propria. Il virus si riattiva in condizioni particolari, quali stanchezza, stress, malattie croniche o degenerative.
Ultimamente ho avuto modo di verificare l'efficacia di questo Fiore Australiano sul dolore provocato dal Fuoco di S. Antonio. 
SPINIFEX si presenta come cespuglio erboso e fiorisce in estate e in autunno dopo le piogge. E' un ciuffo d'erba compatto che proietta le sue foglie aghiformi in tutte le direzioni. 
Il rimedio ha un'azione di pulizia dell'organismo da parassiti, virus, batteri e scarti del metabolismo prodotti dal corpo.
Ma se facciamo riferimento all'antica dottrina delle segnature, trasmessaci da Ippocrate, Paracelso, e in epoca più recente dallo stesso Bach, possiamo intuire come le foglie aghiformi richiamino all'attenzione qualcosa di pungente, simile al dolore che si prova in caso di herpes zoster.
Molti riportano che quando le prime bolle dell'herpes stanno cominciando a svilupparsi, cospargendo l'area di Spinifex, la crisi non evolve al culmine, riducendo la permanenza della lesione a pochi giorni. 
L'applicazione sulla parte affetta e l'assunzione orale del rimedio attenuano moltissimo il dolore facendolo anche, in alcuni casi, scomparire del tutto.
Oltre ad un'adeguata terapia di base, Spinifex potrà essere applicato sulla parte dolente facendo delle spugnature con acqua fresca dove saranno state aggiunte 7 gocce del rimedio, oppure più semplicemente aggiunto al Rescue Remedy in crema e applicato sulla parte. 
L'essenza di Spinifex andrà anche assunta oralmente, in diluizione di 7 gocce in 30 ml di acqua e brandy, più volte durante il giorno, aumentandone la frequenza delle assunzioni nei momenti in cui si avverte il dolore.
Spinifex, oltre ad attivare i processi di pulizia e autoguarigione del corpo, apporterà  un  immediato sollievo e benessere.


http://www.eurosalus.com (sito dal quale ho tratto i consigli sui rimedi omeopatici e altri)

alcuni consigliano impacchi con l'olio di ricino, vi segnalo questo sito che spiega dettagliatamente come fare: http://www.procaduceo.org/it_cure/olio_ricino.htmm




2 commenti:

  1. salve...come si può curare il dolore che resta hai nervi della gamga dopo aver avuto il fuoco di sant antonio...sono dolorosissimi...

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  2. Buonasera, intanto Le consiglio di leggere bene la parte del post che riguarda l'omeopatia. Troverà qualche rimedio adatto. Personalmente consiglio di assumere del magnesio o del magnesio supremo e vitamine del gruppo B. Dell'artiglio del diavolo TM alla dose di 70 gocce in un'unica soluzione al mattino in poca acqua e se dovesse servire, altre 70 durante la giornata (se non ha ulcere allo stomaco). Dei massaggi sulla gamba con l'olio di iperico. Utile anche il ribes nigrum come associazione all'artiglio del diavolo (100 gocce di gemmoderivato al mattino) e un bel ciclo di omega 3. Senta comunque il parere del suo medico. Buona guarigione

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