Avevo capito che rinunciare a se stessi, non amarsi è come sbagliare a chiudere il primo bottone della camicia. Tutti gli altri poi sono sbagliati di conseguenza. Amarsi è l'unica certezza per riuscire ad amare davvero gli altri.
Fabio Volo dal libro "È una vita che ti aspetto"




mercoledì 27 gennaio 2010

LA GIORNATA DELLA MEMORIA

C'è un paio di scarpette rosse

C'è un paio di scarpette rosse
numero ventiquattro
quasi nuove:
sulla suola interna si vede ancora la marca di fabbrica
Schulze Monaco
c'è un paio di scarpette rosse
in cima a un mucchio di scarpette infantili
a Buchenwald
più in là c'è un mucchio di riccioli biondi
di ciocche nere e castane
a Buchenwald
servivano a far coperte per i soldati
non si sprecava nulla
e i bimbi li spogliavano e li radevano
prima di spingerli nelle camere a gas
c'è un paio di scarpette rosse
di scarpette rosse per la domenica
a Buchenwald
erano di un bimbo di tre anni
forse di tre anni e mezzo
chi sa di che colore erano gli occhi
bruciati nei forni
ma il suo pianto lo possiamo immaginare
si sa come piangono i bambini
anche i suoi piedini
li possiamo immaginare
scarpa numero ventiquattro
per l'eternità
perché i piedini dei bambini morti non crescono
c'è un paio di scarpette rosse
a Buchenwald
quasi nuove
perché i piedini dei bambini morti
non consumano le suole...
Joyce Lussu

1 commento:

  1. FUGA DI MORTE

    Nero latte dell'alba lo beviamo la sera
    lo beviamo a mezzogiorno e al mattino lo beviamo di notte
    beviamo e beviamo
    scaviamo una tomba nell'aria là non si giace stretti
    Nella casa abita un uomo che gioca con i serpenti che scrive
    che scrive all'imbrunire in Germania i tuoi capelli d'oro Margarete
    lo scrive ed esce dinanzi a casa e brillano le stelle e fischia ai suoi mastini
    fischia ai suoi ebrei fa scavare una tomba nella terra
    ci comanda ora suonate alla danza

    Nero latte dell'alba ti beviamo la notte
    ti beviamo al mattino e a mezzogiorno ti beviamo la sera
    beviamo e beviamo
    Nella casa abita un uomo che gioca con i serpenti che scrive
    che scrive all'imbrunire in Germania i tuoi capelli d'oro Margarete
    I tuoi capelli di cenere Sulamith scaviamo una tomba nell'aria là non si giace stretti

    Lui grida vangate più a fondo il terreno e voi e voi cantate e suonate
    impugna il ferro alla cintura lo brandisce i suoi occhi sono azzurri
    spingete più a fondo le vanghe voi e voi continuate a suonare alla danza

    Nero latte dell'alba ti beviamo la notte
    ti beviamo a mezzogiorno e al mattino ti beviamo la sera
    beviamo e beviamo
    nella casa abita un uomo i tuoi capelli d'oro Margarete
    i tuoi capelli di cenere Sulamith lui gioca con i serpenti
    Lui grida suonate più dolce la morte la morte è un maestro tedesco
    lui grida suonate più cupo i violini e salirete come fumo nell'aria
    e avrete una tomba nelle nubi là non si giace stretti

    Nero latte dell'alba ti beviamo la notte
    ti beviamo a mezzogiorno la morte è un maestro tedesco
    ti beviamo la sera e la mattina e beviamo e beviamo
    la morte è un maestro tedesco il suo occhio è azzurro
    ti colpisce con palla di piombo ti colpisce preciso
    nella casa abita un uomo i tuoi capelli d'oro Margarete
    aizza i suoi mastini contro di noi ci regala una tomba nell'aria
    gioca con i serpenti e sogna la morte è un maestro tedesco

    i tuoi capelli d'oro Margarete
    i tuoi capelli di cenere Sulamith

    (Tratto da Poesie - Paul Celan, Mondadori, Milano, 1976)

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